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Testo in italiano                                                            25 ottobre 2014   

Da quando Napolitano
è stato denunciato penalmente da Stefano Surace…

 

Giorgio Napolitano
il criminale

…per genocidio e crimine contro l’umanità dinanzi alla Corte criminale internazionale dell’AIA ad altre istanze internazionali competenti e ai governi di diversi Stati…

La magistratura italiana sta trattando il Napolitano come un volgare impostore, ingiungendogli  imperativamente di rispondere martedì prossimo 28 ottobre a uno scottante interrogatorio su un altro affare ben scabroso : la trattativa stato-mafia

Interrogatorio al quale il Napolitano aveva fatto l’incredibile per sottrarsi, tentando anche di usare poteri della carica che ben discutibilmente ricopre

E dovrà rispondere anche alle domande dell’avvocato di Totò Riina, il boss dei boss di Cosa nostra…

La denuncia che Surace ha presentato, a nome del Partito Secessionista dell’Italia Meridionale che presiede, appunto dinanzi alla Corte criminale internazionale dell’AIA (ICC) ad altre istanze internazionali competenti e ai governi di diversi Stati è, com’è noto, motivata testualmente :

 Poiché, per indiscutibile responsabilità del sig. Giorgio Napolitano, attuale capo dello Stato italiano, viene perpetrato da almeno il 1997 a tutt’oggi un atroce disastro umano e ambientale ai danni della popolazione dell’Italia meridionale e dei suoi territori, fino allora i più fertili e salubri d’Europa.

Scaricandovi sistematicamente migliaia di tonnellate di rifiuti altamente tossici e radioattivi provenienti da Nord Italia, Germania, Austria ed altri paesi europei.

Con effetti particolarmente gravi e irrimediabili sulla salute degli abitanti e sul territorio, fra l’altro con drammatiche moltiplicazioni di tumori di ogni tipo fra la popolazione anche infantile e malformazioni genetiche”.

Nella denuncia Surace precisa che il Napolitano, allorché era ministro italiano dell’interno (dal 17 maggio 1996 al 21 ottobre 1998) era stato messo dettagliatamente al corrente di tale scempio fra l’altro con precise dichiarazioni debitamente verbalizzate in data 17 ottobre 1997 da una commissione parlamentare d’indagine presieduta dall’on. Massimo Scalia.

Il Napolitano aveva dunque, per la sua carica, il dovere preciso e ineludibile di intervenire immediatamente per porre fine allo scempio.

Invece se n’era ben guardato, determinando così personalmente che quel disastro criminale continuasse indisturbato a tutt’oggi.

Per cui, sottolinea Surace nella denuncia, il Napolitano si è reso indiscutibilmente responsabile di:

1) Violazione degli artt. 5, 6 e 7 dello Statuto della Corte Criminale Internazionale (International Criminal Court – ICC) che proteggono il diritto alla vita in particolare in rapporto a genocidio e crimini contro l’umanità.

Intendendo per genocidio (art. 6) atti commessi in grado di compromettere la sana esistenza di un gruppo etnico.

Nella fattispecie determinando per le popolazioni dell’Italia meridionale condizioni di vita tali da cagionare gravi distruzioni all'integrità fisica delle persone e compromettere nascite sane.

Inoltre intendendo per crimini contro l'umanità (art. 7) atti  inumani diretti a provocare grandi sofferenze o gravi danni all'integrità fisica o alla salute fisica o mentale di  una popolazione,in questo caso dell’Italia meridionale.

2) Violazione dell’articolo 3 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 che tutela il diritto alla vita e alla salute di ciascun essere umano.

3) Violazione degli articoli I, II, III, IV della  Convenzione del 9 dicembre 1948per la Prevenzione e Repressione del Delitto di Genocidio.

4) Violazione dell’art. 2 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea (2000)  che difende il diritto alla vita di ogni individuo.

5) Violazione di tutti i trattati europei sui delitti di genocidio e crimini contro l’umanità.

6) Violazione degli art. 1 e 7 della legge italiana 9 ottobre 1967, n. 962 (in Gazz. Uff. 30 ottobre, n. 272) sulla prevenzione e repressione del delitto di genocidio.

Non c’è dunque da sorprendersi se ora la magistratura italiana ha deciso di trattare il Napolitano quanto meno come un volgare impostore, ingiungendogli  imperativamente di rispondere, martedì prossimo 28 ottobre, a uno scottante interrogatorio su un altro scabroso affare (trattativa stato-mafia) interrogatorio  al quale egli aveva fatto l’incredibile per sottrarsi tentando anche di usare i poteri della carica che ben discutibilmente ricopre

Affare da seguire…

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