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Testo in italiano                                                            23 giugno 2014   

Napoli. Sprezzante accoglienza
dei cittadini a Napolitano,
traditore della città
e del suo territorio

 

Napoli, 21 giugno, visita al palazzo Zevallos Stigliano.

 Da destra Giorgio Napolitano (recentemente denunciato per crimini contro l’umanità e genocidio) Vincenzo Caldoro Presidente della regione Campania e Luigi De Magistris sindaco di Napoli.

Non sappiamo quanto il Caldoro e il De Magistris si siano sentiti a loro agio a doversi sedere accanto al Napolitano, mentre i cittadini là fuori coprivano costui di insulti malgrado l’incredibile spiegamento di forze di sicurezza.

Lo scorso 21 giugno Giorgio Napolitano ha avuto la bella idea di recarsi a Napoli per partecipare in via Toledo alla cerimonia di riapertura al pubblico di Palazzo Zevallos Stigliano restaurato, e all'inaugurazione di una galleria d’arte

Nell’occasione, data la facile previsione che l’accoglienza dei cittadini napoletani sarebbe stata tutt’altro che entusiasta, un’area particolarmente vasta attorno a via Toledo era stata bloccata e presidiata da uno spiegamento colossale di forze dell’ordine, mai visto prima a Napoli.

Sennonché era stato commesso un piccolo errore…  benché via Toledo fosse stata stipata all’inverosimile da una massa spropositata di carabinieri e poliziotti, non si poteva tuttavia impedire del tutto il transito dei pedoni in quella centralissima via, per cui si era lasciato uno stretto corridoio per il loro passaggio.

E i cittadini non si sono privati di utilizzarlo per lanciare a gran voce al Napolitano insulti di ogni genere, del tipo “capo dei ladri e dei farabutti inquinanti, cosa aspetti a toglierti dalle scatole?” e così via.  

In effetti nei giorni scorsi (precisamente il 23 maggio) era stata presentata a carico del Napolitano una denuncia per crimine contro l’umanità e genocidio in relazione all’atroce scandalo dei rifiuti tossici e e radioattivi scaricati sistematicamente a valanga nei territori attorno a Napoli.

Il Napolitano infatti, allorché era ministro italiano dell’interno (dal 17 maggio 1996 al 21 ottobre 1998) era stato messo dettagliatamente al corrente di tale scempio fra l’altro con precise dichiarazioni debitamente verbalizzate in data 17 ottobre 1997 da una commissione parlamentare d’indagine presieduta dall’on. Massimo Scalia.

Il Napolitano aveva dunque, per la sua carica, il dovere preciso e ineludibile di intervenire immediatamente per porre fine allo scempio.

Invece se n’era ben guardato, e per di più aveva disposto che quel verbale fosse coperto dal segreto più stretto…

E’ dunque indiscutibile che, se quell’atroce scempio è potuto continuare indisturbato fino ad oggi, cioè ancora per oltre 16 anni, è stato innanzitutto per colpa precisa e personale del Napolitano, che deve quindi ritenersi non solo complice, ma deliberato fautore di quel genocidio e crimine contro l’umanità.

Il… diktat del Napolitano

Ebbene a questo punto il Napolitano e il suo volenteroso staff si sono lanciati ad attivarsi affinché i media non fiatassero minimamente su quella denuncia…

Basti pensare a quanto successo ad esempio a un articolo di Mariangela Cerullo che era apparso sul sito del Giornale del Cilento, ma che si era dovuto immediatamente cancellare.

Sennonché, nel brevissimo intervallo in cui aveva potuto apparire, l’articolo era stato ripreso da un altro sito stavolta internazionale, Freenewspos, che lo ha riportato integralmente, malgrado ogni sforzo del Napolitano e del suo staff.

Ed ora noi riteniamo interessante e doveroso riportarlo a nostra volta testualmente, qui di seguito:


Denunciato Napolitano per crimini contro l'umanità

giornaledelcilento.it  -  31 maggio 2014

        Mariangela Cerullo 

Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica italiana, è stato denunciato per genocidio e crimini contro l'umanità. La denuncia è stata presentata in data 23 maggio al procuratore della Repubblica di Roma, mentre è in corso presso tutte le istanze internazionali competenti

A presentare la denuncia è stato il presidente del Partito secessionista dell'Italia meridionale Stefano Surace, il quale l'ha motivata scrivendo (riportiamo testualmente) «poiché, per indiscutibile responsabilità del sig. Giorgio Napolitano, attuale capo dello Stato italiano, viene perpetrato da almeno il 1997 a tutt’oggi un atroce disastro umano e ambientale ai danni della popolazione dell’Italia meridionale e dei suoi territori, fino allora i più fertili e salubri d’Europa».

«Scaricandovi sistematicamente migliaia di tonnellate di rifiuti altamente tossici e radioattivi provenienti da Nord Italia, Germania, Austria ed altri paesi europei. Con effetti particolarmente gravi e irrimediabili sulla salute degli abitanti e sul territorio, fra l’altro con drammatiche moltiplicazioni di tumori di ogni tipo fra la popolazione anche infantile e malformazioni genetiche» continua la denuncia.

Occorre ricordare chi è Surace: di rinomanza mondiale, è scrittore e giornalista, il fulcro dei suoi maggiori interessi verte su inchieste, molte delle quali hanno prodotto profonde riforme anche all'estero.

Napolitano è stato accusato da Surace di aver violato gli articoli 5, 6 e 7 dello statuto criminale internazionale (ICC); in particolar modo avendo violato l'art. 6, ha violato e compromesso l'esistenza di un gruppo etnico consegnando l'Italia meridionale alla disgregazione e distruggendone l'integrità fisica, tanto da comprometterne la nascita sana.

Denunciato Napolitano per crimini contro l\'umanit

Secondo lo stesso, Napolitano avrebbe violato l'art. 3 della dichiarazione universale dei diritti umani del 1948, nel quale si tutela il diritto alla salute di ciascun essere umano.

Si aggiunga la violazione degli articoli I, II, III, IV della convenzione del 9 dicembre 1948 per la prevenzione e repressione del delitto di genocidio; quella dell'art. 2 della carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (del 2000) che difende il diritto alla vita di ogni individuo; la violazione di tutti i trattati europei sui delitti di genocidio e crimini contro l'umanità; la violazione degli art. 1 e 7 della legge italiana 9 ottobre 1967, n. 962 sulla prevenzione e repressione del delitto di genocidio.

Insomma, le accuse di Surace sono forti ed inaspettate, soprattutto coraggiose perché la difesa della libertà esige la rottura di ogni forma di conformismo e delle politiche di stato volte alla massificazione dei pensieri e della morale.

Allo sguardo attento di Surace non sfugge nulla e laddove domini l'ingiustizia sociale, egli sceglie a ragion veduta di scendere in campo a denunciare ed informare.

L’articolo “risuscitato”…

Questo dunque l’articolo della Cerullo,  “risuscitato” tempestivamente da Freenewspos  e che può essere trovato cliccando il seguente indirizzo:

http://www.freenewspos.com/notizie/archivio-roma/a/1416427/oggi/denunciato-napolitano-per-crimini-contro-l-umanit

La notizia dunque della denuncia a Napolitano per crimine contro l’umanità e genocidio, malgrado gli sforzi indefessi di costui e del suo staff è ormai di domino pubblico (anche con un doveroso contributo di ABCnews…) sicché non c’è da sorprendersi se, allorché il Napolitano ha avuto la bella idea di metter piede a Napoli, i cittadini lo hanno coperto di insulti.

Ed ora come sarebbe degno per la libertà di stampa che gli altri media seguissero il buon esempio di Freenewspos occupandosi a fondo della gravissima faccenda, infischiandosi dei diktat dell’ex (?) stalinista  Giorgio Napolitano.

Affare da seguire…

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