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Testo in italiano                                                             22 agosto 2014   

 

Gli imbrogli sistematici
di un’assicurazione milanese
ai danni di napoletani

Un caso illuminante di delinquenza pseudo-assicurativa milanese ai danni di napoletani, che si inquadra in pieno nei comportamenti abitualmente e gravemente truffaldini di vasti ambienti del nord (vedere ad esempio i colossali scandali Expo a Milano e Mose a Venezia)

E che, nel caso delle assicurazioni, danno luogo fra l’altro alla furfantesca maggiorazione, nei confronti dei napoletani, del costo delle polizze assicurative

Si tratta, in questo caso, dell’Italiana Assicurazioni srl (gruppo RealMoto) con sede appunto a Milano.

La quale dapprima fa visitare da un medico un napoletano infortunato dopo…  10 mesi dal sinistro.

E poi, benché il medico abbia ammesso che le ferite erano dovute all’incidente segnalato, rifiuta il risarcimento affermando che l’incidente non era mai avvenuto…

Il legale dell’infortunato ricorre dunque in giustizia promuovendo un giudizio civile, e presenta anche reclamo presso l’istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (l’ISVAP, ora IVASS).

E allora l’assicurazione milanese, per bloccare questo procedimento sanzionatorio (che in genere impartisce sanzioni particolarmente pesanti) denuncia addirittura l’infortunato per truffa aggravata all’assicurazione…

Cioè, invece di risarcire l’infortunato, lo denuncia.

E smascherata da un ordine di servizio dei carabinieri che conferma che l’infortunio è effettivamente avvenuto, l’assicurazione afferma che quell’ordine di servizio… è irrilevante !

Senonché, sconfessata anche dal giudice, che assolve in pieno l’infortunato da quell’accusa di truffa perché il fatto non sussiste, si ostina ancora a non pagare…

Ma vediamo i dettagli.

L’incidente

 Il  26 gennaio 2009 una motoretta venne tamponata a Napoli in via Simone Martini      al Vomero da una Lancia Y.

Alla guida della motoretta tamponata era il proprietario Vincenzo De Gregorio che vi trasportava anche il figlio Massimiliano di 24 anni, mentre alla guida della Lancia Y tamponatrice era il sig. Erasmo Giordano.

Nell’incidente il Massimiliano riportò una frattura alla gamba destra (tibia e perone) per cui il De Gregorio chiamò per un’autoambulanza che tuttavia tardava ad arrivare.

Fortunatamente passò per caso una pattuglia di carabinieri che intervenne a soccorrere il ferito Massimiliano il quale, visto che l’autoambulanza non arrivava, venne accompagnato all’ospedale Cardarelli dai carabinieri che, stilata una nota di servizio sull’incidente, ripartirono.

E all’ospedale i medici riscontravano nel Massimiliano una “ frattura -lussazione tibio tarsica più frattura scomposta pluriframmentaria del terzo distale di perone destro” nonché un “trauma cranico” e gli effettuarono un intervento con applicazione di una placca, che sarà poi seguito da ben 4 altri interventi chirurgici e da una serie di ulteriori interventi di tipo riabilitativo durante ben dieci mesi, precisamente fino al 26 ottobre 2009… Un vero calvario per il Massimiliano.

Il calvario dell’infortunato

Ora, la motoretta era assicurata presso l’Italiana ass.ni (gruppo Realmoto) con sede a Milano, e la Lancia Y tamponatrice presso la SARA.

Legale dei De Gregorio era l’avv. Massimiliano De Gregorio, omonimo e parente del giovane Massimilano infortunato (per cui, per evitare confusioni dovute all’omonimia sarà qui di seguito indicato semplicemente come “il legale dei De Gregorio” ).

Il quale chiese dunque all’Italiana ass.ni il risarcimento per i danni provocati alla motoretta e soprattutto al ferito Massimilano .

Allegando i dati contenuti nella polizza assicurativa della SARA fornitigli subito dopo l’incidente dall’Erasmo Giordano che guidava la Lancia Y.

A questo punto l’Italiana ass.ni era tenuta a nominare rapidamente un medico che visitasse il Massimiliano per accertarne i danni subiti e poi, entro 60 giorni da detta visita, doveva provvedere al risarcimento oppure precisare motivi validi di un eventuale rifiuto.

Invece fece effettuare la visita da un medico, Ascanio Sirignano, dopo… 10 mesi (l’11 gennaio 2010) il quale comunque ammise il nesso di causalità - cioè che le ferite erano dovute proprio all’incidente - e attribuì un danno biologico dell’ 8 %.

Tuttavia l’Italiana ass.ni rifiutò ugualmente il risarcimento, sostenendo che in realtà l’incidente… non era mai avvenuto !

Incidente ‘mai avvenuto’…

Basando questa sua affermazione sul fatto che i dati contenuti nella polizza assicurativa della SARA che il guidatore della Lancia Y Erasmo Giordano aveva fornito al De Gregorio subito dopo il tamponamento - dati che il legale di questi aveva poi allegato alla richiesta di risarcimento - indicava una targa (AS006sk) corrispondente  a un autoveicolo che aveva cessato di circolare già da un anno prima dell’addotto incidente, per cui non aveva potuto provocarlo… sicché l’incidente non era mai avvenuto.

Il legale del De Gregorio si affrettò allora a fare una verifica presso la SARA, e risultò che l’indicazione nella polizza di quella targa AS006sk (invece dell’effettiva AS006jk della Lancia Y tamponatrice) era dovuta semplicemente a un errore di trascrizione da parte della stessa SARA.

L’Italiana ass.ni continuava tuttavia a rifiutare il risarcimento, per cui il legale del De Gregorio la citò in giustizia, ma nella causa civile che ne conseguì a Napoli il legale dell’Italiana ass.ni, avv. Patrizia Antonini, contestò malgrado tutto “la genuinità del sinistro”.

Il legale del De Gregorio fece allora reclamo presso l’ISVAP (attuale IVASS) l’istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, indicando le manchevolezze dell’Italiana ass.ni, fra cui il ritardo nella nomina del medico e l’omessa offerta o rifiuto di risarcimento nei 60 giorni dalla visita medica.

 L’ISPAP il 9 marzo 2011 aprì dunque un’istruttoria e allora l’Italiana ass.ni, allo scopo evidente di bloccare questo procedimento sanzionatorio (che normalmente dà luogo a sanzioni particolarmente pesanti nei confronti dei responsabili di dette omissioni) presentò contro il De Gregorio e il figlio Massimiliano una querela  per truffa aggravata all’assicurazione, affermando che “in concorso fra loro denunciavano un inesistente sinistro stradale”, reato previsto dagli artt. 110 e 42 comma 2 del codice penale, prospettando addirittura un coinvolgimento del loro avvocato

Invece di risarcire
l’infortunato, lo denuncia…

Insomma l’Italiana ass.ni, invece di provvedere a risarcire i danneggiati, si diede a denunciarli…

La  querela appariva comunque tardiva e quindi improponibile, poiché presentata oltre i 90 giorni successivi ai fatti (addirittura dopo oltre due anni)… E allora per evitare un ovvio rigetto l’Italiana ass.ni si fece inviare l’1 dicembre 2010 da quella sua avvocatessa Antonini una relazione interna, concepita in modo da far risultare di aver appreso i fatti solo a quella data, per cui la querela doveva ritenersi ancora proponibile…

Sicché, grazie a questo bell’espediente, la querela poté aver corso e, presentata  a Napoli, passò per competenza a Milano, la cui Procura rinviò sbrigativamente a giudizio i due querelati e così il processo arrivò al giudice Orsola De Cristofaro della 4a sezione penale di quel Tribunale.

Ma i carabinieri smascherano
l’assicurazione: l’incidente è avvenuto

Ora, per dimostrare che l’incidente era stato ben reale, il legale del De Gregorio presentò nel luglio 2011 un ordine di servizio dei carabinieri comprovante che l’incidente era effettivamente avvenuto, e un’attestazione dall’Erasmo Giordano, autore del tamponamento.

Ebbene il legale dell’Italiana ass.ni in quel processo chi era? Quel Giorgio Fontana tristemente noto per avere, quand’era magistrato, accusato arbitrariamente Enzo Tortora sicché poi, coperto di vergogna, aveva dovuto lasciare la magistratura ed ora si era messo a fare l’avvocato.

Costui, privo di argomenti validi, non trovò di meglio che sostenere che l’ordine di servizio dei carabinieri presentato dal legale del De Gregorio era irrilevante…

E che l’attestazione con cui il Giordano, conducente della Lancia Y tamponatrice, aveva ammesso la propria responsabilità era falsa… per cui chiese al giudice di disporre perizia sulla firma appostavi, e ciò benché lo stesso Giordano, interrogato come teste, ne avesse confermato l’autenticità. 

Tuttavia il giudice Orsola De Cristofaro rigettò ovviamente tali assurde pretese del Fontana e assolse pienamente, il 17 luglio 2014, i De Gregorio padre e figlio perché il fatto non sussiste.

Danni rilevanti

Intanto però essi per ben 5 anni (dal 2009 al 2014) avevano ricevuto danni materiali e psicologici particolarmente rilevanti.

Il effetti al Massimiliano, oltre al suaccennato autentico calvario medico, era stato impedito per quei ben cinque anni di lavorare nonché di sostenere concorsi, visto che dal suo casellario giudiziale risultava rinviato a giudizio per truffa…

Oltre al grave contraccolpo psicologico subìto, vedendosi accusato di truffa proprio lui che aveva subìto quei gravi danni fisici.

E, quanto al padre, onesto e stimato impiegato al Comune di Napoli che non si era mai sognato di entrare in un’aula di tribunale , vedendosi accusato per quel reato da anni non riusciva più a dormire.

Ebbene in tutto questo l’Italiana ass.ni, benché ormai smascherata, si ostina ancora a non pagare…

Un caso illuminante appunto di delinquenza pseudo-assicurativa milanese ai danni di napoletani, che si inquadra in pieno nei comportamenti abitualmente e gravemente truffaldini di vasti ambienti del nord (vedere ad esempio i colossali scandali Expo a Milano e Mose a Venezia).

E che, nel caso delle assicurazioni, danno luogo fra l’altro alla furfantesca maggiorazione, nei confronti dei napoletani, del costo delle polizze assicurative.

Oltre a tutta una serie indegna, e ormai ben nota, di altri gravi abusi perpetrati abitualmente ai danni dei meridionali, per porre termine ai quali ormai si ritiene da più parti che l’unico modo è che il Sud si distacchi da questo Stato inaffidabile cosiddetto italiano.

L’ “assicurazione”
è tenuta a risarcire

Comunque, dopo quella piena assoluzione penale, continua la causa civile che il legale del De Gregorio aveva intentata contro l’Italiana ass.ni, e che era stata affidata al giudice dott. Mazzocca della II sezione civile del tribunale di Napoli.

Nel corso di questa causa, la SARA ha confermato il 10 marzo 2011 il proprio errore sulla targa.

Ma comunque l’Italiana ass.ni è tenuta a risarcire il Massimiliano a prescindere dalla questione della targa poiché, in quanto trasportato, per l’art 141 del codice delle assicurazioni 204/2005 egli ha pieno diritto ad essere risarcito indipendentemente dalle responsabilità dell’incidente.

Ed ora il giudice Mazzocca si è riservato di emettere nei prossimi giorni la propria attesa decisione, che è ragionevole ritenere farà finalmente giustizia anche civilmente, come già avvenuto penalmente.

Affare da seguire…

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