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In italiano                                                                                 13 settembre 2010

 

 

Stefano Surace da Parigi : egregio Napolitano,

smettila di rompere

Dopo la clamorosa reazione di Giorgio Napolitano contro l’avv. Roberto Lassini per il manifesto contro certi PM italiani, abbiamo chiesto a Stefano Surace, presidente dell’Observatoire européen sur la justice et la liberté de presse, che ne pensi della faccenda

La risposta di Surace è stata netta : “La smetta questo Napolitano di rompere con le sue continue esternazioni, anche contro governo e Parlamento, le quali, prestandosi a strumentalizzazioni di ogni genere, non fanno che creare ancor più confusione nella già tanto confusa situazione politica italiana. Stando così le cose, sarebbe davvero salutare per l’Italia che si dimettesse”.

In effetti Surace non sembra molto sorpreso per il fatto che Napolitano se la sia presa così clamorosamente control’avv. Lassini.

Il quale, dopo esser stato messo in galera per 50 giorni benché innocente, ed essere stato riconosciuto appunto innocente ma dopo... 6 anni, aveva deciso di esprimere la propria protesta con un manifesto indignato contro certi PM che si sono infiltrati nella magistratura italiana combinandone di tutti i colori e fra l’altro distruggendone mondialmente l’immagine.

In effetti il Napolitano nel 2002, per esempio, si distinse per essere stato praticamente l’unico politico italiano di un certo rilievo a non aver espresso indignazione quando il giornalista italo-parigino Stefano Surace venne messo in galera per otto mesi da un PM adducendo una condanna “definitiva ed esecutiva” per traffico di droga che in realtà non era stata mai emessa; e per di più Surace non era mai stato minimamente accusato di cose del genere...

Quella faccenda suscitò l’indignazione unanime dei politici di ogni orientamento, dall’estrema destra all’estrema sinistra, compresi Ciampi, all’epoca Presidente delal Repubblica, e Berlusconi capo del governo.

Oltre che dell’intera stampa italiana e di media stranieri come Le Monde, The Guardian, Figaro, El Pais ecc. e di organismi come Reporters sans Frontières, Committee to protect Journalists (di NewYork), International Helsinki Federation for human rights, Freedomhouse, ecc.

Fu il solo a non muoversi...

Ma, guarda un po’, nessuna indignazione suscitò da parte del Napolitano, che si distinse per il propro silenzio.

Per di più, nei lontani anni 50, Surace aveva fatto partire da Napoli la sua celebre campagna sugli abusi psichiatrici in Italia (che produrrà un paio d’anni dopo una profonda riforma nel settore non solo in Italia) ma gli fu lanciato un ordine di cattura che suscitò la reazione indignata di numerosi politici, sempre di ogni orientamento.

Compresi dei parlamentari comunisti napoletani (i senatori Mario Palermo e Francesco Cerabona, i deputati Giovanni Arenella, Alberto Guidi, Vincenzo Raucci, Angelo Abenante, Angelo Jacazzi, Liberato Bronzuto ecc) con duri interventi in Parlamento.

Ebbene, l’unico fra i deputati comunisti napoletani a non reagire benché sollecitto vivamente dai suoi colleghi, fu proprio il Napolitano.

Da aggiungere, per completare il quadro della personalità di questo Napolitano,  che in occasione dei “fatti d’Ungheria” (quando i carri armati sovietici vi stroncarono la rivolta popolare) costui si distinse con i suoi elogi per quella repressione.  

Non c’è dunque da sorprendersi per il fatto che ora se la sia presa in quel modo contro l’avv. Lassini.

Stando così le cose, sarebbe davvero un bene per l’Italia che questo Napolitano la smettesse di pontificare, e magari si dimettesse.

Affare da seguire...

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