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In italiano                                                                          15 ottobre 2009   

 

 

Sul caso Berlusconi-Napolitano-Corte Costituzionale

 

Stefano Surace da Parigi :

Che si attende ad emendare a fondo

la « sacra » Costituzione italiana,

visto che non è democratica? 
 

Stefano Surace

 

Surace è stato uno dei primi, se non il primo, a denunciare pubblicamente in tutte lettere, già une trentina di anni fa, che la Costituzione italiana non é democratica, e quindi bisognava emendarne un bel pò di punti

 

Gli abbiamo quindi chiesto che ne pensi dell’attuale scontro drammatico fra la Corte Costituzionale e l’attuale capo del governo italiano Silvio Berlusconi, con sullo sfondo il Presidente della repubblica Giorgio Napolitano

 

Riassumiamo volentieri quì di seguito il suo commento

 

Per rendersi conto che la Costituzione italiana non è democratica - ci ha dichiarato - basti dire che, per esempio, non solo non garantisce la libertà di stampa ma neanche la nomina, neppure nel famoso articolo 21...

 

Ben diversamente, per esempio, dalla Costituzione americana, che al primo emendamento stabilisce a chiare lettere che il Congresso (corrispondente al nostro Parlamento) “non può emanare leggi che limitino la libertà di stampa”.

 

Ciò per la semplice ragione che la libertà di stampa, per chi non lo sapesse, o fingesse di non saperlo, è un pilastro fondamentale della democrazia.

 

La Costituzione italiana invece parla solo vagamente, appunto all’articolo 21, di una libertà di espressione per i cittadini, cosa ben diversa della libertà di stampa che è invece libertà di informazione, e quindi di controllo democratico, da parte della stampa, per conto del pubblico – che in democrazia, non dimentichiamolo, è sovrano - su ogni questione di pubblico interesse.

 

E innanzituto sui comportamenti di chi riveste incarichi pubblici, elettivi o no.

 

E’ così che una democrazia
degenera...

 

Compito che appunto giustifica la libertà di stampa ed è l'unica garanzia realmente essenziale per un corretto funzionamento delle istituzioni democratiche, per la salvaguardia degli interessi dei cittadini e spesso della loro sicurezza.

 

In carenza di libertà di stampa qualsiasi democrazia non potendo che degenerare in tempi brevi.

 

Come in Italia...

Basti dire che per sopperire alla mancanza di qualcosa di simile al primo emendamento della Costituzione americana, alcuni anni fa l’allora presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, Franco Abruzzo, non trovò di meglio che proporre una modifica della Costituzione che estendesse ai giornalisti certe garanzie previste per i magistrati, per garantire che anche i giornalisti debbano essere ed apparire indipendenti e corretti.

Comunque gli stessi autori della Costituzione italiana erano ben consci che vi si sarebbero rese necessarie modifiche, una volta messa alla prova della sua adeguatezza alla realtà, cioè alle effettive esigenze di uno Stato moderno e democratico.

E che ciò avrebbe potuto imporre modifiche anche in tempi rapidi.

Basti dire che, sempre per esempio nella Costituzione americana, i cambiamenti più importanti (ben 10 emendamenti) erano avvenuti addirittura ad appena due anni dalla sua adozione... E in seguito gli emendamenti diventarono complessivamente addirittura 27...

E invece secondo taluni la Costituzione italiana dev’essere, guarda un pò... sacra e intoccabile !!!

Chiaro che chi si appella alla intoccabilita sacra della Costituzione lo fa solo perché gli conviene così com’è, consentendogli di perpetuare privilegi tutt’altro che democratici e confessabili.

Patetico perciò chi afferma, come Veltroni, che bisogna essere fedeli all’attuale Costituzione poiché è nata “grazie al sacrificio di milioni di italiani che contrastarono chi aveva cancellato il ruolo del Parlamento e messo gli oppositori in condizione di non poter esprimere le proprie idee”.

 

Per cui bisogna “in chinarsi davanti alla Costituzione e davanti al sacrificio di quegli italiani».

 

Certo che è nata così (oltre che da compromessi contingenti fra posizioni, ideologiche poi crollate) ma è certo che da tempo non è più adeguata alla realtà.

 

Non c’è che da rimboccarsi
le maniche...

 

E non è che si si tratti solo di libertà di stampa (citata qui solo come esempio eclatante) ma anche di consentire efficacia e tempestività al governo e al Parlamento, attualmente ostacolati da norme costituzionali lontane anni-luce da quelle ben collaudate in vigore da tempo negli Stati democratici.

 

Dando ai cittadini una certezza del diritto con un codice cdi procedura penale degno di questo nome, che fra l’altro imponga che i P.M. siano ben separati dai giudici, escludendo ogni possibilità che poi passino a giudici, e che siano messi allo stesso livello dei difensori.

 

Con buona pace del solito Fini, che non ha ancora capito che coi suoi incredibili contorsionismi da politicante senza principi non può che procurarsi da solo delle slogature insanabili.

 

Un codice che preveda fra l’altro una garanzia fondamentale che esiste in tutti i paesi occidentali salvo, guarda un pò, in Italia (la ex culla del diritto che ne è divenuta la tomba) secondo cui una condanna “in absentia” cioè emessa in un processo in cui l’accusato non è stato presente, non può asslutamente diventare definitiva... Sicche bisogna rifare il processo allorché il “condannato”, in un modo o nell’altro, diventa presente.

 

Insomma si assiste al fenomeno che una serie impressionante di riforme strutturali e istituzionali, in atto da tempo negli altri Paesi europei, in Italia non si riesce mai a farle con grave danno per i cittadini e per il peso internazionale della Penisola

 

Che si aspetta dunque di coprirla senza pietà di emendamenti ben fatti, questa Costituzione non democratica ?

 

Vasto programma... ma urgente.

 

Non c’è dunque che da rimboccarsi le maniche.

 

Ancora una volta bisogna riconoscere che Surace, dal suo ineffabile osservatorio parigino, non manca di chiarezza e di indipendenza di giudizio sugli aspetti inquietanti di certe istituzioni della Penisola.

 

Affare da seguire...

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